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5. Gestire la distanza

Nel definire l'espressione di un tema al pianoforte, un parametro importante riguarda la distanza: ossia, quanto vicino o lontano vogliamo collocare quel tema rispetto a noi. Intendiamo in tal caso sia la distanza fotografica, sia la distanza emotiva.

Come variare il senso di distanza fotografica da un tema, attraverso l'esecuzione pianistica?

Si tratta di applicare al timbro e al fraseggio musicale la nostra quotidiana esperienza visiva.

Quando guardiamo un albero a pochi centimetri di distanza, ne possiamo scorgere le minime increspature: anche con un minimo di vento, le foglie si muovono, e l'intera figura non è mai del tutto statica. Viceversa, se guardiamo lo stesso albero a un chilometro di distanza, esso ci parrà immobile, anche in presenza di vento.

Tutto ciò è facilmente trasferibile nell'esecuzione musicale. Dunque, per dare l'idea di una frase particolarmente prossima a noi, sarà utile diversificare ogni sua nota, sia dinamicamente, sia con l'agogica, applicando un leggero, impercettibile rubato. Invece, per collocare quella frase in un luogo dello spazio molto distante da noi, sarà efficace un fraseggio più lineare e una minore caratterizzazione dinamica. Si può anche dare un senso di “sfocamento”, usando la parte più morbida del dito, in modo da attenuare i contorni timbrici, come accade quando si guarda un oggetto da molto lontano.

Anche dal punto di vista emotivo (oltre che da quello fotografico), le sensazioni che sono a noi più vicine sono quelle che ci si manifestano con il maggiore coinvolgimento: se un tema esprime una condizione emotiva che ci appartiene, esso sarà influenzato dal nostra compartecipazione, anche nel fraseggio.  Al contrario, se lo stesso tema narra una condizione lontana da noi, a cui pensiamo come fosse un sogno, o un ricordo, o un desiderio remoto, sarà più funzionale un fraseggio più semplice.

Naturalmente, a parità di distanza (emotiva o fotografica), possiamo sempre variare la luce con cui vediamo quel tema: un oggetto lontano può essere offuscato, oppure brillare come una stella: la gestione del timbro, dunque, ci sarà di aiuto per caratterizzare l' “esposizione fotografica” di quel tema, in base al tipo di luce con cui vogliamo illuminarla.

Va da sé, naturalmente, che prima di applicare queste tecniche dovremo avere già una idea molto precisa della distanza e della “illuminazione” di ciascun tema in modo funzionale alla struttura drammaturgica della composizione, altrimenti tutto rischia di essere inutilmente fine a se stesso.

Roberto Prosseda

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